Il presente report descrive un intervento agronomico di gestione della vigoria vegetativa realizzato su un vigneto ricadente nella zona di produzione del Lugana, e ne documenta gli esiti attraverso il confronto di due rilievi multispettrali eseguiti a distanza di un anno mediante drone DJI Mavic 3M.
Il monitoraggio condotto nel 2025 aveva evidenziato, su una porzione ben definita dell’appezzamento, una vigoria vegetativa elevata e marcatamente superiore rispetto al resto del vigneto. Tale condizione, invece di tradursi in un vantaggio qualitativo, è risultata associarsi a diverse criticità gestionali e fitosanitarie che verranno descritte nel dettaglio.
Diagnosi 2025: vigoria elevata e criticità associate
La mappa di vigore ottenuta dal volo multispettrale del 2025 (Figura 1) mostra aree in colore blu e verde, indicative di una vigoria vegetativa elevata, e aree in colore giallo, arancio e rosso, indicative di una vigoria ridotta.
Contrariamente a quanto si potrebbe presupporre, la zona a vigoria elevata non ha rappresentato la porzione qualitativamente migliore del vigneto. Le uve prodotte in questa area presentavano infatti una maturazione tecnologica ritardata rispetto alle zone a vigoria contenuta, con un aumento di grandi Babo di soli 0,8 punti in 2 settimane (dal 1 al 15 settembre).
Inoltre la maggiore vigoria si è tradotta in una più elevata incidenza di marciumi del grappolo, riconducibile al maggiore sviluppo della vegetazione e alla conseguente riduzione dell’arieggiamento e dell’esposizione della fascia produttiva; e a un continuo ricaccio di femminelle, con necessità di interventi di cimatura ripetuti nel corso della stagione e conseguente aumento delle ore di manodopera
Su queste basi si è ritenuto necessario individuare una soluzione agronomica in grado di contenere l’eccesso di vigore nella porzione interessata, riportandola su livelli più equilibrati e omogenei rispetto al resto dell’appezzamento.
Intervento agronomico: inerbimento repressivo
Per contrastare l’eccesso di vigore riscontrato, è stata individuata come soluzione agronomica la semina, nell’interfila del vigneto, di un miscuglio polifita selezionato caratterizzata da un elevato livello di competizione. La scelta di queste specie risponde all’obiettivo di instaurare una competizione diretta con la vite per quanto riguarda le risorse idriche e nutrizionali, così da limitarne lo sviluppo vegetativo.
La semina è stata effettuata nell’ottobre 2025, esclusivamente nell’area del vigneto risultata a vigoria elevata nel rilievo dell’anno precedente, come riportato in Figura 2. Il perimetro evidenziato individua con precisione la superficie oggetto dell’intervento, definita sulla base della mappa di vigore 2025.
Monitoraggio multispettrale 2026: risultati
Nell’estate 2026 è stato ripetuto il rilievo multispettrale con la medesima strumentazione e medesima metodologia dell’anno precedente, al fine di verificare l’efficacia dell’intervento di inerbimento controllato sull’andamento della vigoria vegetativa.
Il confronto tra le due mappe (Figura 1 e Figura 3) evidenzia un risultato netto e coerente con l’obiettivo agronomico prefissato:
- nell’area oggetto di semina, la vigoria risulta sensibilmente ridotta rispetto al 2025, con una virata evidente dalle tonalità blu/verde verso tonalità verde/giallo, indice di un riequilibrio della crescita vegetativa;
- nella porzione di vigneto non interessata dall’intervento, l’andamento della vigoria rimane pressoché analogo a quello osservato nel 2025, a conferma che la variazione registrata nell’area seminata è attribuibile alla competizione radicale indotta dal miscuglio seminato e non a fattori stagionali generali.
Conclusioni
I risultati ottenuti confermano l’efficacia dell’inerbimento controllato dell’interfila come strumento di gestione della vigoria in condizioni di eccessivo sviluppo vegetativo. La competizione per acqua e azoto instaurata dal miscuglio di Festuca, Loietto e Poa ha determinato una riduzione dello stato vegetativo della vite nella porzione trattata, senza necessità di interventi diretti sulla chioma o sulla gestione idrica.
Il contenimento della vigoria atteso per le prossime stagioni dovrebbe tradursi in una riduzione dell’incidenza di marciumi, in una minore emissione di femminelle e nel conseguente contenimento delle ore di manodopera dedicate alla gestione della parete fogliare, oltre che in un potenziale miglioramento dell’equilibrio vegeto-produttivo e dell’uniformità di maturazione all’interno dell’appezzamento.