Droni multispettrali sull’olivo: il secondo volo e la prova dello stress

Aggiornamento al 19 giugno 2026 — continua il diario del nostro oliveto di precisione.

Una settimana fa abbiamo condiviso il primo volo del 12 giugno e l’avvio del monitoraggio della cascola. Avevamo lasciato una previsione: la sonda segnalava l’ingresso in fase di stress e ci aspettavamo che le mappe lo mostrassero. Ecco cosa è successo. Come sempre, condividiamo e chiediamo note ed osservazioni.

Una settimana dopo: lo stress si vede nelle mappe

Il 19 giugno abbiamo ripetuto il volo NDVI sullo stesso oliveto. Il confronto con il 12 è netto: la fascia ad alta vigoria (NDVI > 0,80) è scesa dal 37% al 21% delle piante, mentre quelle in fascia bassa (< 0,75) sono passate dal 2% al 19%. La classe centrale, 0,75–0,80, resta dominante e sostanzialmente stabile (~60%).

confronto volo NDVI sullo stesso oliveto

NDVI a confronto: 12 giugno (sinistra) e 19 giugno (destra). Aumentano le piante in giallo/arancio.

indice ndvi per classe, grafico

Distribuzione delle classi NDVI: in una settimana il baricentro si abbassa.

In altre parole: le piante più vigorose hanno perso vigore e si sono ampliate le aree in difficoltà — esattamente il segnale di stress idrico che la sonda aveva anticipato pochi giorni prima. Le mappe non hanno fatto altro che fotografare, su tutta la superficie, ciò che la sonda misurava in un punto.

Il temporale cambia le carte

La sonda racconta il resto della storia, numeri alla mano. Il contenuto idrico del suolo (somma 5–85 cm) è sceso costantemente fino a toccare la soglia di stress (245 mm) intorno al 20–21 giugno. Poi è arrivato il temporale: in poche ore la riserva è risalita di colpo a circa 290 mm, praticamente alla capacità di campo (“Full”), per poi riassestarsi a 267 mm. La finestra di stress che si stava aprendo — proprio nella fase delicata vicina all’indurimento del nocciolo — si è richiusa grazie alla pioggia.

stato idrico del suolo

Sonda di umidità del suolo, 16–22 giugno: la discesa fino alla soglia di stress e la ricarica dopo il temporale.

È un promemoria utile: in un oliveto in asciutto la variabile meteo è decisiva, e leggere per tempo i segnali permette di interpretare correttamente anche gli eventi che arrivano dopo.

Nessuna cascola, per ora… ed è la notizia migliore

Il dato più importante arriva dal campo: i rilievi non hanno ancora osservato cascola. È esattamente lo scenario che speravamo di poter leggere. Lo stress era visibile negli indici prima di tradursi in caduta dei frutti, e la pioggia è arrivata in tempo per ricostituire le riserve. Le mappe hanno fatto il loro lavoro — anticipare — e l’evento meteo ha evitato, almeno per ora, il danno.

Il monitoraggio continua

Restano attivi i dispositivi messi a punto la scorsa settimana, che ci serviranno a interpretare qualsiasi evoluzione:

  • teli di cellophane sotto alcune piante, per quantificare l’eventuale cascola;
  • branche insacchettate, per escludere influenze esterne e verificare il possibile ruolo della cimice asiatica;
  • sezionamento di un campione di olive sane e cascolate per misurare la percentuale di embrione vuoto (aborto ovarico).

Confermiamo anche l’osservazione varietale del primo volo: il Pendolino si colloca su valori di indice inferiori rispetto a Leccino e Casaliva, tendenza che l’NDRE — meno saturante — sembra accentuare. Con la nuova scala a quantili, l’NDRE mette in evidenza la variabilità spaziale meglio dell’NDVI: a nostro avviso è apprezzabile anche una differenza tra le piante di Leccino e quelle di Casaliva. Continueremo a seguire come le tre cultivar reagiscono allo stress e al recupero idrico.

NDRE con scala

NDRE del 12 giugno con scala a quantili: emergono le differenze fra le piante, comprese quelle fra cultivar.

Non è solo questione di varietà. Nell’NDRE si leggono anche le diverse tipologie di suolo dell’appezzamento, che concorrono a caratterizzare la vigoria nelle varie aree: le zone a maggiore o minore vigore tendono a disporsi per fasce coerenti con il terreno (profondità, tessitura, capacità di trattenere l’acqua) più che in modo casuale. È proprio questa lettura — varietà e suolo insieme — che rende l’NDRE lo strumento più adatto a delimitare zone omogenee di gestione.

Il prossimo volo ci dirà se e quanto le piante recuperano dopo la pioggia. La precisione, in olivicoltura, non è la mappa: è la decisione che la mappa rende possibile — e, a volte, la conferma che la natura ha fatto la sua parte al momento giusto.